Come e quali link scegliere

Nel 1725 Benjamin Franklin – uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, la cui immagine è oggi sulle banconote da 100$ – scrisse una lettera che rimase inedita per lungo tempo per via del suo contenuto scandaloso: Consigli a un Amico sulla Scelta dell’Amante. Nel testo Franklin, rispondendo a un amico particolarmente focoso, fornisce a quest’ultimo una serie di consigli su come soddisfare i propri istinti. Il modo migliore, dice Franklin nelle prime righe della lettera, è il matrimonio. Tuttavia, per aiutare l’amico qualora questa soluzione non gli piacesse o non fosse percorribile, Franklin mette comunque da parte la morale e finisce col dedicare buona parte del testo a consigli in direzione opposta, dettagliando tutti gli elementi logici da considerare nella scelta di una prostituta – cosa che ai tempi creò non poche discussioni.

In maniera simile – fatte le dovute proporzioni – penso sia fondamentale iniziare questo articolo dedicato all’acquisizione di link con la doverosa premessa che se si desidera acquisire link per il proprio sito la cosa migliore da fare non è comprarli ma guadagnarli tramite iniziative di branding e marketing, nonché grazie ovviamente alla qualità dei propri contenuti e servizi. Tra i vantaggi che caratterizzano i link acquisiti in maniera naturale vi sono la loro permanenza e – ovviamente – la loro naturalezza: nell’eterna lotta di Google alla manipolazione dei link, solo link naturali al 100% hanno la garanzia di non danneggiare il sito verso cui sono indirizzati.

Raccomandazioni contrarie alla costituzione di “schemi di link” sono infatti parte delle linee guida di Google essenzialmente dalla loro ideazione[1], e l’acquisto di link nello specifico è una delle metodologie di link-building contro cui Google si è espresso negli anni in maniera molto chiara a più riprese: con menzioni esplicite sui blog dei propri ingegneri[2], creando form per segnalare siti colpevoli dell’acquisto di link , dichiarando guerra alla vendita di link a eventi di settore[3] e rilasciando interviste e dichiarazioni mirate a Search Engine Land[4] e Search Engine Journal[5], due dei siti più seguiti da webmaster e SEO d’oltreoceano.

L’intensificarsi di questa guerra e le grandi migliorie che hanno caratterizzato l’algoritmo di Google in termini di valutazione dei link – primo fra tutti il rilascio dell’algoritmo Penguin[6] nel 2012 – hanno portato ad una significativa riduzione negli acquisti seriali di link a pagamento, in quanto è sempre più probabile che questi si rivelino per il sito acquirente non un vantaggio ma un handicap in termini di posizionamento.

Tuttavia, così come l’amore mercenario era una possibile soluzione per il tanto focoso quanto restio al matrimonio amico di Benjamin Franklin, così l’acquisto di link è una via percorribile dai “focosi” webmaster che scelgono di non “maritarsi” con link permanenti acquisiti tramite iniziative incentrate su marketing e contenuto.

Qualora quindi acquisire link in maniera naturale non vi fosse possibile o decideste comunque di ricorrere a soluzioni “mercenarie” affrontando gli ovvi e significativi rischi che queste comportano, ecco di seguito una serie di consigli tecnici validi per l’acquisizione di qualsiasi tipo di link, utili a muoversi in maniera logica.

Nello specifico, i punti che osserveremo riguarderanno due diversi ambiti: come e quali link acquisire. Il primo punto, relativamente poco tecnico, sarà più rapido da trattare e vi aiuterà ad eliminare da subito le fonti di link più rischiose. Il secondo invece, più complesso, necessiterà di una serie di approfondimenti che vi potranno essere d’aiuto a non prendere abbagli in fase di negoziazione e ad ottenere il massimo dal vostro investimento di tempo e denaro.

Come acquisire link

Forum e network dedicati sono le due prime fonti tipicamente visitate dai webmaster che decidono di acquisire link “prezzolati”, ma spesso queste non si rivelano essere scelte vincenti.

Quando un webmaster o un SEO valuta la possibilità di acquistare link, la prima idea è spesso quella di contattare altri webmaster tramite appositi thread di discussione che i forum di settore dedicano alla compravendita di link (qui[7] e qui[8] alcuni esempi). Tuttavia, questo tipo di approccio comporta spesso possibili spiacevoli conseguenze in termini di valore e rischiosità dei link acquisiti.

Innanzitutto, chi offre link in maniera propositiva ed aperta offrendo i propri servizi di “link seller” ha verosimilmente già intrapreso o intraprenderà relazioni commerciali con molti altri siti partner e clienti. Questo significa che i siti su cui sarà possibile acquistare i propri link saranno verosimilmente già ricchi di link in uscita verso siti di carattere commerciale, talvolta al punto da compromettere significativamente la propria qualità.

Inoltre, il poco tempo necessario a compilare una lista di siti su cui è possibile acquistare link grazie a pochi contatti su di un forum dovrebbe farci riflettere su quanto facile possa essere anche per Google – che si oppone e vuole punire chi pratica questo tipo di compravendita – fare lo stesso. Non solo infatti i siti coinvolti frequentemente nella vendita di link saranno facilmente identificabili tramite le valutazioni statistiche e di analisi contestuale effettuata dagli algoritmi di Google, ma saranno anche identificabili manualmente da eventuali “spam hunter” volenterosi – siano essi persone effettivamente pagate da Google o semplici “paladini di Internet” che amano segnalare chi compra e vende link tramite il form già citato.

Il progressivo abbassamento qualitativo dei siti venditori di link e l’inevitabile tracciabilità algoritmica e manuale degli stessi sono alla base anche della chiusura o riconversione dei principali network che in passato hanno basato la loro fortuna sulla compravendita industrializzata di link. Spesso queste chiusure sono state anche la conseguenza di penalizzazioni massive da parte di Google, un fenomeno questo che nel 2014 ha coinvolto in maniera significativa l’Europa con azioni mirante in Germania[9], Francia[10], Grecia[11], Polonia[12], Spagna[13] e anche in Italia[14].

Alla luce di quanto visto sinora, dovrebbe essere evidente come un luogo sicuro preposto alla vendita link non esiste, o meglio non possa esistere in quanto tale. Poiché comprare e vendere link è una cosa che (per alcuni) si fa’ ma di certo non si deve dire, il modo migliore di procedere nell’acquisizione di un link è contattare individualmente siti selezionati sui quali si pensa possa essere utile e possibile acquistare link, intavolando negoziazioni con ogni singolo webmaster.

Attenzione però: approcciare un sito manifestando interesse nell’acquisto di link potrebbe essere molto controproducente: anche il webmaster del sito contattato infatti potrebbe decidere di segnalare questa vostra mail come spam o come tentativo di manipolazione di link, specie se si tratta di un vostro competitor. Per questo motivo, l’unica cosa saggia da fare è affidarsi a webmaster con cui si ha un rapporto di fiducia. Quanto più ci si allontanerà da questa situazione ideale, tanto più aumenterà il rischio che l’attività di acquisto link si trasformi in una potenziale bomba a orologeria.

Quali link acquisire

Una volta che si sia instaurato un rapporto di fiducia con un collega webmaster e si ritenga opportuno procedere con un acquisto di link, sarà importante innanzitutto decidere che link si vuole richiedere in termini di pagina target, scelta che deriva dalla strategia SEO off-site che si è deciso di mettere in atto.

Indipendentemente da quest’ultima, tuttavia, vi sono una serie di elementi che influenzano positivamente o negativamente la percezione di un link da parte del motore di ricerca, elementi che dovrebbero essere considerati e valutati prima e durante la contrattazione con il webmaster partner prima di concludere l’acquisto. Questi fattori possono essere relativi al sito linkante, alla pagina linkante o al link di cui si sta negoziando la pubblicazione.

Fattori valutativi relativi al sito

Indicizzazione

Al fine di non buttare i propri soldi, è ovviamente necessario che non solo il sito su cui si andrà ad acquisire un link sia bene indicizzato e visibile ai motori di ricerca, ma anche che la sezione specifica in cui il link sarà inserito sia facilmente raggiungibile e indicizzabile da questi.

Per verificare questo sarà necessario innanzitutto accertarsi che il sito sia indicizzato correttamente da Google utilizzando l’operatore [site: ] su quest’ultimo. A parte questo, è anche importante accertarsi che il sito su cui ci accingiamo ad acquistare un link non sia penalizzato da Google. Per quanto complessa da individuare dall’esterno, questa condizione può essere spesso presunta analizzando statistiche esterne relative al traffico del sito, tramite strumenti come SearchMetrics[15], Semrush[16] o Sistrix[17]: cali improvisti e significativi di traffico organico sono in questo caso un segnale decisamente sospetto.

 

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Un improvviso calo di traffico organico in SEMrush, possibile indice di penalizzazioni.  

Genuinità del sito

Google compie sforzi elevati per identificare e svalutare nel corso del tempo i siti “falsi”. Sono esempi di siti falsi i cosiddetti “domini riciclati”: siti che sfruttano l’autorevolezza acquisita in passato da un dominio scaduto per simulare autorevolezza per un nuovo sito – spesso di tema radicalmente differente – agli occhi di Google… e di incauti acquirenti webmaster.

Un altro esempio di siti “falsi”, fortunatamente non molto comune in Italia, è quello di siti che falsificano intenzionalmente il proprio PageRank[18] con lo scopo proprio di trarre in inganno altri webmaster e vendere link a prezzo elevato. Questi ultimi siti inoltre sono spesso popolati di solo contenuto duplicato, che ne riduce ulteriormente il valore agli occhi del motore di ricerca.

La genuinità di un sito può essere verificata nei seguenti modi:

  • Controllando versioni storiche del sito tramite Wayback Machine[19]
  • Verificando che il sito non faccia un uso malizioso di frame
  • Verificando che l’aspetto del sito e delle sue diverse tipologie di pagina combaci con quello registrato dalla cache di Google.
  • Verificando l’unicità del contenuto del sito tramite servizi come Copyscape[20]

 

 

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Il sito oldhastingsmillstoremuseum.org come era nel 2011 e poi nel 2014: un ovvio esempio di sito riciclato scoperto grazie alla Wayback Machine di Archive.org.

PageRank e Autorevolezza

Nonostante i suoi ampiamente discussi e conosciuti limiti ed il fatto di non essere aggiornato ormai da mesi e mesi[21], il PageRank e ancor più altre metriche relative a link ed autorevolezza sono tuttora un indicatore da tenere presente nel valutare la qualità di un sito, specie quando diverse metriche concordano in una determinata direzione. E’ quindi bene verificare e prendere in considerazione questi valori nella valutazione del prezzo proposto.

Oltre al PageRank, sono esempi di metriche di questo tipo:

  • MozRank (Moz[22])
  • MozTrust (Moz)
  • TrustFlow (Majestic[23])
  • CitationFlow (Majestic)

Età e storia

Così come l’anzianità di un ristorante “aperto dal 1960” e la sua storia negli anni possono essere percepiti come un segnale positivo da parte dei suoi clienti, anche l’età di un sito Internet ha un impatto sul valore ad esso attribuito da parte dei motori di ricerca. Più che l’età del domino in sé, il principale fattore storico ad influenzare il valore di un sito è con ogni probabilità l’anzianità dei link che rimandano ad esso, che dipende quindi più dall’età del sito che non da quella del dominio cui il sito è raggiungibile. Altri elementi “storici” che possono influenzare la percezione che i motori di ricerca hanno di un determinato sito sono correlati ad eventuali cambi di proprietà di esso e periodi durante i quali questo era non raggiungibile o il dominio scaduto ed abbandonato, fattori che possono portare i motori di ricerca a un “reset” del valore attribuito al sito e ad una sua rivalutazione. E’ quindi bene, prima di procedere all’acquisto di un link, verificare lo storico del sito di provenienza.

Controlli sul background di un sito e sulla sua storia possono essere eseguiti tramite i seguenti strumenti:

  • Wayback Machine (Età del sito e sue versioni storiche)
  • Domain Tools[24] (Età del dominio, dati storici del Whois)
  • Majestic             (Check storici sui link)

Profilo dei link

Così come il link profile del nostro sito influenza la percezione di qualità che di questo ha Google, il link profile dei siti che linkano a noi influenza il valore passato dei loro link. Un buon modo per avere un’idea della qualità e della genuinità del link profile di un sito prima di procedere ad un eventuale acquisto di link è valutare la distribuzione di PR / TrustFlow / CitationFlow tra i siti che lo linkano, e la proporzione tra l’ammontare di back-link e siti linkanti e quella tra questi ultimi e il numero di diversi IP da cui questi provengono.

Il tool che sono solito utilizzare per questo tipo di controlli è Majestic, ma sul mercato sono disponibili altri strumenti in grado di offrire funzionalità simili.

Link in uscita

I siti di qualità tendono a selezionare con attenzione i link che propongono ai propri visitatori, il che risulta solitamente in un numero ridotto di link uscenti dal sito – e solamente verso siti di elevata affidabilità ed autorevolezza. Per questo motivo, se il sito su cui ci si accinge ad acquistare un link ha all’attivo un numero ridotto di selezionatissimi link uscenti questo è di sicuro un ottimo segnale che potrà fare propendere con maggiore disponibilità ad un prezzo elevato – essenzialmente l’opposto di quanto prima detto a proposito di siti che vendono link in maniera proattiva e seriale.

Relazioni con altri siti e network

Nella sua lotta alla manipolazione dei link, Google è alla costante ricerca di sistemi e indizi (in gergo tecnico footprint) che gli permettano di identificare siti interconnessi tra loro. Una volta identificati i network di siti riconducibili alla stessa persona, azienda o agenzia sarà infatti più facile individuare eventuali attività manipolative ad opera di tali siti. Network di questo tipo possono essere individuati grazie a un numero molto elevato di footprint, alcune delle quali accessibili anche ai webmaster. E’ quindi bene che prima di effettuare un acquisto un webmaster cerchi di capire se il sito su cui si appresta ad acquistare un link sia o meno parte di un network potenzialmente noto come tale ai motori di ricerca. In questo caso infatti sarebbe ideale verificare la genuinità e qualità non solo del sito linkante ma dell’intero network prima di procedere alla chiusura di un accordo, e valutare se la percepita autorevolezza del sito su cui si sta pianificando l’acquisizione non derivi da attività manipolative associate al network cui appartiene.

Di seguito ecco alcuni esempi di fattori che Google può utilizzare per identificare un network e che sono rilevabili anche dai webmaster tramite appositi strumenti:

  • IP (SEOQuake[25] e TCPIPUtils[26])
  • Whois (Domain Tools)
  • Codici Adsense/Analytics (Whorush[27])
  • Template e codice (Nerdy Data[28])
  • Indirizzi email e server (Spiderfoot[29])
  • Contenuto riutilizzato (Copyscape)

Affinità semantica

Si potrebbe dire che in generale più il tema del sito linkante è prossimo a quello del sito linkato, tanto maggiore è la possibilità che il link ricevuto sia conteggiato in termini positivi ai fini di determinare l’autorevolezza del sito che viene linkato. Tuttavia, anche link provenienti da siti dai temi più generici sono molto comuni nel tipico link profile di siti genuini, e acquistare link su siti generici non deve quindi spaventare – specie se il tema trattato dal sito linkante è comunque in qualche modo affine o inerente a quello del sito linkato.

Per maggiore chiarezza, di seguito proponiamo una tabella che evidenzia con una mappa di calore alcuni temi che seppure più generici o alternativi a quello del poker online possono considerarsi limitrofi ad esso:

Fattori geografici e locali

Nel corso degli anni, Google ha dato sempre più importanza a fattori locali, al punto che i risultati di ricerca sono oggi largamente influenzati dalla location da cui la ricerca viene effettuata. Seppure questo fattore non sia preponderante per ricerche non connotate geograficamente, sono ormai svariati anni che Google assegna una importanza significativa ad elementi di localizzazione di livello nazionale, fattori che possono fare si che un link sia percepito di valore più o meno alto, se non addirittura sospetto.

In parole semplici, quanto più “locale” un link è, meglio è ai fini del posizionamento, dove per locale si può intendere – a seconda di sito e tema per i quali ci si vuole posizionare – inerente la città target, della propria area o del proprio paese. E’ quindi solitamente consigliabile, nel valutare un eventuale acquisto di link, stare alla larga da venditori di link su siti esteri.

Inoltre, è bene che in occasione di ogni acquisto un webmaster prenda in considerazione i seguenti elementi prima di procedere:

 

  • Lingua del sito linkante
  • Presenza o meno del sito tra quelli identificati da Google come locali
  • Top Level Domain del sito
  • Hosting

 

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L’opzione di Google che permette di limitare la propria ricerca ai soli siti identificati come italiani.

Qualità del contenuto

Con la crescente attenzione dedicata da Google alla qualità dei contenuti – basti pensare al rilascio, nel 2011, dell’algoritmo Google Panda[30] – è legittimo supporre che la qualità del contenuto di un sito abbia un ruolo anche nel definire il valore assegnato da Google ai link in uscita da tale sito.

In questo caso, le domande principali da porsi per capire se ci si sta approcciando all’acquisto di un link su di un sito dal contenuto sufficientemente qualitativo potrebbero essere le seguenti:

  • Quanto “vero” contenuto c’è in questo sito?
  • Questo contenuto è unico o copiato?
  • Vi sono informazioni esclusive, frutto di ricerca e non di riscrittura?
  • Quanto spesso viene aggiornato il contenuto di questo sito?
  • Gli autori del sito sono vere persone?
  • Qual è il rapporto tra contenuti e pubblicità?

Posizionamenti

Il fattore più importante da valutare relativamente a un sito Internet prima di procedere all’acquisto di un link su di esso, che essenzialmente sul medio e lungo periodo racchiude in sé tutti i fattori precedentemente citati essendone la diretta conseguenza è senza dubbio il suo posizionamento.

Poiché Google determina il posizionamento di un sito tra quelli dedicati ad un determinato argomento in base al suo livello di rilevanza e qualità, si può essere certi che i migliori siti da cui ottenere link sono quelli oggi meglio posizionati nel settore del sito per il quale si sta cercando di acquisire link. Ricerche tramite strumenti come SEMrush possono permetterci di individuare i nostri principali competitor – siano essi reali (ad esempio, nel caso stessimo cercando link per un sito e-commerce, altri e-commerce) o siti di diversa tipologia (ad esempio blog e riviste di settore) su cui acquisire link non è necessariamente impossibile.

Fattori valutativi relativi alla pagina

Come detto, i fattori che determinano il valore di un link e quindi il prezzo che si dovrebbe essere disposti a pagare non sono solo inerenti al sito linkante ma anche al contesto in cui il link s’inserisce. Per questo motivo, una volta determinato che il sito su cui si desidera acquistare un link soddisfa i requisiti appena visti, al fine di non buttare il proprio budget è bene che un webmaster si accerti che anche il contesto in cui il link sarà inserito soddisfi determinati requisiti tecnici e contenutistici.

Crawlability

Se si stanno acquistando link al fine di incrementare il proprio posizionamento organico sui motori di ricerca, è bene accertarsi innanzitutto che questi siano in grado di seguire e conteggiare tali link. Per quanto possa sembrare ovvio, è possibile che accordi di compravendita link siano chiusi in maniera frettolosa da webmaster che si scordano di verificare la corretta indicizzazione della pagina linkante o – peggio – da webmaster truffaldini che vendono “link SEO” link in aree del sito non accessibili ai motori di ricerca.

Per essere certi di non sperperare il proprio budget sarà quindi necessario verificare:

  • Che il file robots.txt non blocchi l’accesso alla sezione dove il link sarà pubblicato
  • Che i tag META ROBOTS non contrassegnino la pagina come NOFOLLOW
  • Che il link acquisito non presenti un attributo di tipo REL=NOFOLLOW

Una volta accertatisi che i motori di ricerca saranno tecnicamente in grado di accedere alla pagina linkante, è bene verificare con che frequenza i motori di ricerca accedono realmente alla sezione in cui la pagina sarà pubblicata. Tale frequenza può essere stimata verificando la data della copia cache di pagine della stessa sezione in cui è o sarà collocata la pagina linkante, visualizzabile tramite una ricerca del tipo [site:URL ] su Google, seguita dalla selezione dell’opzione “Copia cache”:

 

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I comandi necessari alla visualizzazione della copia cache di Google di una pagina Web.

Qualora la copia cache fosse più vecchia di una settimana o – peggio – non fosse disponibile, questo significa che la pagina analizzata è memorizzata in uno degli indici supplementari di Google o è ad esso difficilmente accessibile – elementi che in caso di acquisto link possono fare ragionevolmente desistere dal procedere.

Tuttavia, in caso di pubblicazione già avvenuta in situazioni di questo tipo è possibile facilitare il crawling della pagina “pingando” l’URL tramite servizi appositi come Pingomatic[31], condividendo questo tramite Google+ o richiedendone manualmente l’aggiunta all’indice di Google tramite l’apposito form[32].

Prossimità semantica a livello di pagina

In seguito al rilascio del temuto Penguin Update, l’utilizzo di anchor text aggressivi – coincidenti cioè con le parole chiave per cui ci si vuole posizionare –  al fine di tematizzare semanticamente i link acquisiti è divenuto una pratica estremamente rischiosa. Considerato questo, ciò che può ancora aiutare a tematizzare ogni link acquistato e a far sì che questo passi non solo un valore di pura autorevolezza ma anche un valore di rilevanza semantica è il tema della pagina su cui il link è inserito. Ad esempio, acquisire un link dall’achor text neutro come clicca qui o questo sito passerà comunque rilevanza extra per il tema scarpe in sconto se la pagina su cui il link si trova è dedicata inequivocabilmente a questo argomento.

Qualora si volesse procedere all’acquisto di link mirati su pagine già esistenti, al fine di scoprire quali di esse siano le migliori per una determinata parola chiave il metodo più semplice è effettuare una ricerca su Google del tipo [site:site.com parola-chiave-target], in cui site.com sarà il sito partner e parola chiave-target la parola chiave per la quale si vorrebbe aumentare il posizionamento della pagina linkata. Le pagine offerte come risultato dal motore di ricerca saranno le pagine più rilevanti del sito per il tema richiesto agli occhi di Google, quindi le migliori per acquisire link dal punto di vista della rilevanza semantica.

 

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La pagina più rilevante del sito di Dario Flaccovio Editore per il tema web marketing.

In alternativa, se il webmaster del sito sul quale si sta valutando l’acquisizione è d’accordo, può essere utile offrirsi di redigere in maniera autonoma il contenuto all’interno del quale sarà collocato il link. Questo darà la possibilità di tematizzare al 100% la pagina linkante, accertandovi che il focus dell’articolo sia chiaro nei principali elementi di ottimizzazione SEO della pagina: URL, Title HTML, titoli, testo ed attributi ALT delle eventuali immagini presenti nell’articolo.

Link Juice da fonti esterne e interne

La rilevanza tematica di una pagina non è l’unico fattore che può la rendere più o meno interessante ai fini dell’acquisto di link rispetto ad altre pagine dello stesso sito. A parte differenziarsi quanto a tema, le pagine di un sito si differenziano infatti anche quanto a valore ai fini SEO, e l’obiettivo di chi si accinge ad acquistare un link dovrebbe essere non solo acquisire link su pagine rilevanti ma anche su pagine “potenti” – specie quando l’uno non esclude l’altro. Semplificando in maniera drastica, la “potenza” di una determinata pagina, paragonabile al suo PageRank, deriva principalmente dal volume e dalla qualità dei link – esterni ed interni – che rimandano ad essa.

Per determinare le pagine più “potenti” dal punto di vista del linking esterno, un metodo relativamente rapido è quello di identificarle tramite le suite di Moz o Majestic, che offrono strumenti dedicati con metriche relative alle Top Pages di ogni sito. Un metodo alternativo in cui procedere è inoltre quello di individuare le pagine con i migliori link in ingresso da un punto di vista qualitativo, poiché anche quando il valore di una pagina non è elevato nel complesso questa è comunque in grado di passare “di seconda mano” il valore derivante da specifici link ad essa indirizzati. Una risorsa che permette di individuare i migliori link indirizzati verso un sito e le loro pagine di atterraggio è lo strumento Top Backlinks di MajesticSEO.

La “potenza” che una pagina acquisisce dal linking interno deriva invece dalla struttura gerarchica del sito cui la pagina appartiene. Un buono strumento per individuare quali pagine di un sito sono internamente le più linkate è Screaming Frog[33], un crawler che seguendo i link interni a un sito tiene traccia di essi e permette analisi comparative tra pagine.

Semplificando, possiamo dire che in generale l’ideale sarebbe ottenere link su pagine “statiche” linkate in maniera fissa dalla homepage del sito e da altre pagine interne come pagine di categoria e pagine statiche. Questo è dovuto al fatto che se al momento della sua pubblicazione un articolo standard è tipicamente raggiungibile direttamente dalla homepage di un sito, al passare del tempo questo si ritroverà inesorabilmente in pagina 2, 3, 4 e seguenti del sito e delle varie pagine di categoria, perdendo di importanza all’interno della struttura del sito.

Un trucco per sopperire alla perdita di valore interno che caratterizza articoli e post a carattere temporale è richiedere al webmaster, dietro compenso, di aggiungere la pagina linkante tra quelle listate nella sidebar come fosse un articolo in rilievo, in modo da stabilizzare il posizionamento gerarchico della pagina internamente al sito.

Link in uscita

Secondo l’algoritmo originale del PageRank[34], il valore che una pagina può passare tramite i propri link viene ripartito verso la totalità dei link in uscita da essa. Semplificando, possiamo dire che meno link in uscita dalla pagina che vi linka significano più valore passato dal vostro link. Nello specifico, i link in uscita verso siti esterni sottrarranno più valore al vostro link, mentre i link in uscita verso altre pagine dello stesso sito avranno un impatto minore.

In maniera similare, i link in uscita all’interno del testo avranno una maggiore rilevanza rispetto ai link in sidebar o nel footer, e quindi verosimilmente impatteranno maggiormente sul valore passato dal link acquisito per il nostro sito.

Per controllare rapidamente il numero di link in uscita da una determinata pagina è possibile utilizzare il plug-in di Firefox SEOQuake, già citato nelle precedenti sezioni. Una volta verificata la quantità di link uscenti si potrebbe valutare di richiedere, in fase di negoziazione, che tali link non aumentino al passare del tempo o siano in parte rimossi.

Fattori valutativi relativi al link

Dopo avere visto quali sono gli elementi di un sito Web e di una pagina da valutare prima e durante l’acquisto di un link vedremo ora a cosa prestare attenzione nell’ultimo step dell’acquisizione: la selezione dello specifico link da richiedere. Nello specifico, vedremo come posizione, stile e anchor text del link che ci si accinge ad acquistare possano impattare decisamente sul valore dell’acquisto.

Posizione

La posizione che un link occupa all’interno della pagina è un elemento che gioca un ruolo nell’attribuzione a questo di “valore SEO”, come indicato tra l’altro in un brevetto registrato da Google nel 2004[35], che essenzialmente dichiara che diversi link possono ricevere diversi punteggi a seconda della loro posizione all’interno di una pagina. I link che passano più valore sono presumibilmente quelli nella parte alta del testo principale di una pagina, in quanto quella è solitamente l’area più importante anche per il lettore, mentre quelli di minor valore saranno quelli posizionati al di fuori del contesto comunicativo della pagina, in aree boilerplate come footer o sidebar.

Prima di preoccuparsi della posizione del link in pagina è tuttavia importante accertarsi che il link acquisito sia a tutti gli effetti in pagina. Infatti, l’uso di soluzioni tecnologiche come FRAME e IFRAME all’interno del codice HTML della pagina potrebbero fare apparire il link come posizionato sulla pagina, mentre in realtà questo si trova in una sorta di “buco” generato dai tag appena citati. Se si usa Firefox, la cosa è relativamente semplice, basterà cliccare col tasto destro sull’area del link e accertarsi che il menù contestuale non offra l’opzione Questo riquadro.

 

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L’opzione “Questo riquadro”, caratteristica di Firefox relativamente a aree all’interno di IFRAME

Stile

L’aspetto del link è un altro elemento che può essere preso in considerazione da Google al momento di determinare il valore che un “surfista ragionevole” – questa la metafora usata da Google del brevetto sopracitato per descrivere la logica applicata dal proprio spider – attribuirebbe ad uno specifico link. Secondo questa logica, i link la cui dimensione è inferiore rispetto a quella del resto del testo in pagina potrebbero essere in parte svalutati, mentre link in font di maggiore dimensione ricevere un valore aggiunto.

Più importante è tuttavia accertarsi che i link acquistati siano ben visibili ed identificabili come link – ad esempio grazie ad una tradizionale sottolineatura o al fatto di essere in grassetto o in un colore differente. Link nascosti o invisibili sono infatti uno dei primi tipi di web spam menzionati da Google[36], ed acquistare link non evidenti all’interno del testo a fini quindi puramente SEO può decisamente comportare seri problemi.

A parte essere chiaramente visibile in pagina, al fine di passare integralmente il proprio valore SEO il link dovrebbe ovviamente essere diretto, e non veicolato tramite pagine di redirezione intermedia – specie se di tipo 302, JavaScript o Meta Refresh.

Altro requisito necessario affinché il link acquisito passi valore è ovviamente che questo non sia “coperto” con un attributo REL=”NOFOLLOW”[37], che impedirebbe ai motori di ricerca di attribuire valore al link. Se usate Firefox, una soluzione rapida per identificare subito i link nofollow è usare la funzione Highlight nofollow links della toolbar Quirk SearchStatus[38], che evidenzia automaticamente in rosa ogni link nofollow presente in pagina.

Parlando di stile, un link può anche provenire sotto forma di immagine, ed è normale che nel link profile di un sito Internet si trovino non solo link testuali ma anche immagini di vario tipo e dimensione. Tuttavia, poiché Google non è in grado di definire in maniera autonoma il significato di un’immagine questo tipo di link rischia di non passare lo stesso valore semantico che è in grado di passare un link testuale. Qualora si stesse negoziando la pubblicazione di un link sotto forma di immagine è quindi bene accertarsi che questa sia dotata di un nome file parlante e di un attributo ALT che ben descrivano il contesto del link, al fine di permettere a quest’ultimo di passare valore semantico al vostro sito. Ad esempio, se si tratta di un’immagine che linka il vostro sito di poker tramite il suo logo, dovreste accertarvi che il tag immagine usato per la pubblicazione corrisponda a qualcosa di simile a questo:

<IMG SRC=”logo-sito-poker-online-miositopoker.jpg” ALT=”logo miositopoker.com – visita il nostro sito di poker online”>

Anchor text

Alcuni anni fa’, prima che Google Penguin causasse incubi ai webmaster di mezzo mondo – i link con anchor text ottimizzato erano l’ingrediente segreto del successo di molti dei siti meglio posizionati, specie in settori estremamente competitivi come quello del gioco d’azzardo, dei viaggi o degli incontri online. Google ha fatto del suo meglio per opporsi a questo tipo di manipolazioni, prima con azioni manuali e più di recente con aggiornamenti algoritmici – Penguin su tutti. Nonostante questi sforzi, l’anchor text dei link che rimandano a un sito è ancora un elemento importante ai fini SEO, seppure manipolarlo ottimizzandolo a fini SEO sia sempre più rischioso.

Il mio consiglio, se si stanno acquistando link per il proprio sito principale, è di optare per anchor text assolutamente conservativi e non aggressivi, che fanno riferimento al brand del sito per cui si sta acquisendo il link e che fanno un uso di parole chiave ridotto al minimo essenziale e preferiscono ad esse testi più lunghi e naturali – in grado di tematizzare comunque il link acquisito. A tematizzare il link potrà inoltre contribuire – come visto in precedenza – il tema del contenuto nel quale il link è inserito. 

Durata

Una pratica molto diffusa tra i network di vendita link – molti dei quali come detto ora chiusi – e abbastanza diffusa in rete anche tra i venditori “seriali” di link è quella dell’affitto di link, per cui per l’inclusione di un link sul proprio sito è richiesta non una cifra fissa ma una quota mensile o annuale.

Da un punto di vista prettamente tecnico, non è normale che i link che rimandano a un sito abbiano una natura “intermittente”, apparendo e scomparendo come le luci di un albero di Natale, ed è quindi in generale sconsigliabile procedere al noleggio di link. Questo è ancor più vero se si considera il fatto che il valore di un determinato link aumenta potenzialmente con il passare del tempo, in virtù dell’effetto che la “storicità” di un link ha sul suo valore – come visto nella sezione dedicata all’età dei siti su cui i link sono acquisiti.

Conclusioni

Come dovrebbe essere emerso dalla lettura delle sezioni precedenti, procedere ad un’acquisizione oculata e consapevole di link è tutto fuorché un processo rapido e banale: selezionare con attenzione i siti su cui si vorrebbero acquisire link e stabilire rapporti di fiducia con i rispettivi webmaster non è cosa facile, così come non lo è valutare i molti parametri che possono rendere un link più o meno vantaggioso di un altro. Sito, pagina su cui il link sarà posizionato e link in sé contribuiscono a rendere ogni link unico, ed ottimizzare questi aspetti in ogni acquisizione non è cosa facile.

Volendo riassumere quanto visto in questa sezione, la maggior parte dei concetti espressi relativamente a sito, pagina e link si possono condensare in un obiettivo comune: la naturalezza del link. Se si vogliono acquistare link in maniera relativamente sicura –  mettendo cioè a repentaglio il proprio sito Web il meno possibile – la caratteristica più importante che li deve caratterizzare è l’essere naturali… o per lo meno apparire come tali.

Il modo più semplice di verificare questo aspetto è cercare di osservare il link con occhi esterni e chiedersi se il link che si sta acquistando sembri in tutto e per tutto un link “normale”, inserito spontaneamente dal webmaster del sito che lo ospita, e non il risultato di un’attenta pianificazione. Solo link che passano un controllo manuale di questo tipo possono – si spera – passare i controlli algoritmici e manuali di Google, evitando così di mettere a repentaglio il vostro duro lavoro.

I tempi in cui investire nell’acquisto di link significava trasformare il proprio denaro in link iper-ottimizzati, cesellati nel loro anchor text al fine di spingere determinate parole chiave e posizionati su siti magari off-topic ma dall’elevato valore SEO sono finiti.  Acquistare link significa oggi non più acquisire i migliori link che il denaro possa comprare – troppo rischiosi nel mondo SEO contemporaneo – quanto pagare in denaro contante quegli stessi link che ci si sarebbe potuti meritare gratuitamente se si fossero scelte diverse strategie di promozione.

Dopotutto, non è un caso che anche il primo consiglio dato da Benjamin Franklin nel 1725 al suo focoso amico fosse quello di soddisfare le proprie urgenze trovando una moglie e stabilendo con essa una relazione naturale e duratura… Naturale e duratura come sono i link acquisiti grazie alla qualità dei contenuti e dei servizi offerti dal proprio sito e tramite attività di branding e content marketing.

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Matteo Monari, Co-fondatore e Agency Director di BizUp – agenzia di Content & Performance Marketing del gruppo Alkemy, di cui è socio. Laureato in Lingue e con un trascorso accademico in Human Computer Interaction, si occupa di Marketing Online a livello internazionale da più di 10 anni, soprattuto in mercati altamente competitivi. Ha ricoperto il ruolo di Head of SEO and Crowdsourced Content per Populis, media company europea leader nel Content on Demand, definendo le strategie SEO di portali come Excite, Better Deals, Blogo, Blogosfere.

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