Come ottenere visibilità su Google

Raggiungere la prima posizione tra i risultati organici è un risultato legittimo ma ambizioso. Aver realizzato un sito internet non basta per ottenere la tanto sospirata visibilità, pubblicare un portale di per sé non è sufficiente a ottenere nuovi clienti e maggiori vendite.

Aumentare la visibilità di un sito è un’attività complessa che vede la partecipazione di diverse professionalità: quella del webmaster (per la gestione di aspetti squisitamente tecnici del portale), dei SEO (per l’ottimizzazione dei contenuti rispetto ai motori di ricerca), dei social media manager (per stimolare la partecipazione del pubblico), dei copywriter e dei web designer (per la cura di aspetti testuali e visivi).

Raggiungere la prima posizione su Google: perché è così difficile?

L’attività di miglioramento del posizionamento su Google è un compito che abbraccia centinaia, migliaia di fattori, ciascuno con un peso differente a seconda del settore nel quale si opera.

Nel caso di contenuti medici ad esempio possono rivestire molta importanza i link (per testimoniare l’attendibilità delle fonti da parte di referenti autorevoli), se parliamo invece di recensioni di prodotti ludici invece le statistiche di engagement (condivisioni, commenti, tempo di permanenza) possono ricoprire un ruolo maggiore perché in questo caso è fondamentale offrire il contenuto che susciti la maggiore soddisfazione.

L’attività del SEO infatti consiste anche nello studiare settore e competitor per trarne informazioni utili a valutare la difficoltà data dalla competizione già presente, per studiare le esigenze del pubblico e comprendere quale genere di contenuti è in grado di soddisfarle, per stimare la profittabilità raggiungibile in base alle proprie disponibilità in termini di tempo e di risorse, per scegliere una nicchia vantaggiosa e non ancora “aggredita” dalla concorrenza per ottenere buoni risultati.

Le attività finalizzate a raggiungere la prima posizione su Google infatti contemplano una miriade di strategie che esulano dalla sola ottimizzazione del codice per sfociare in un più ampio ventaglio di interventi volti a incrementare la visibilità del web.

Social media marketing, public relations, attività di link building, campagne Adwords, eventi dal vivo per incrementare la notorietà presso il pubblico, sono soltanto alcune delle strategie che si aggiungono alla SEO propriamente detta per arrivare alla prima posizione.

L’analisi delle serp è una delle attività fondamentali per valutare la competitività da affrontare per posizionare un progetto web. Essa è connessa ma non si limita all’analisi delle parole chiave, in quanto riguarda la valutazione della presenza dei competitor dalla quale deriva una stima di tempi per il raggiungimento degli obiettivi di monetizzazione.

Nel caso di settori privi di una consistente presenza di concorrenti (oppure di una scarsa ottimizzazione dei loro portali) può trattarsi di impegni ridotti destinati a dare buoni frutti in poche settimane, ma nel caso di competitor più affermati gli interventi di visibilità non potranno limitarsi solamente ai contenuti del sito web del committente.

La SEO e le molte tecniche in grado di aiutare  a migliorare il posizionamento

La SEO tecnica, se possibile, andrebbe implementata direttamente nella fase di progettazione del sito per concepire la struttura dei contenuti in maniera ottimale per facilitare la capacità di Google di comprendere il significato e i legami tra i contenuti.

Da ciò deriva anche la scelta dei tag, i criteri di classificazione trasversale che servono a offrire nuove modalità di fruizione dei contenuti ai lettori: studiare i significati di categorie e tag fin dall’inizio permette di evitare dannosi fenomeni di sovraottimizzazione e di generare raggruppamenti di articoli studiati in relazione alle esigenze degli utenti.

La ricerca delle parole chiave è uno step fondamentale dell’attività di potenziamento di visibilità che permette di indirizzare i propri obiettivi di posizionamento a specifiche combinazioni di parole chiave che riassumono le formule con le quali gli utenti cercano informazioni attorno ai prodotti e servizi che distribuiamo.

Dall’analisi delle parole chiave più utili al posizionamento del business in questione derivano i termini da utilizzare nei vari campi da ottimizzare, tra i quali spiccano:

  • Il Title, il titolo dei contenuti da segnalare ai motori di ricerca
  • la description, l’anteprima dei contenuti che serve a illustrare ai visitatori
  • l’URL, l’indirizzo della pagina che offre a sua volta segnali sugli argomenti trattati
  • i titoli <H> dei paragrafi, i sottotitoli delle pagine che permettono di racchiudere blocchi di argomenti dal senso omogeneo e di ordinarli per importanza decrescente (H1, H2, H3,H4..)
  • il nome, la descrizione, il titolo per i motori di ricerca delle immagini (anch’essi utili per calamitare l’attenzione delle ricerche da Google Images)

Ovviamente, alla base di ogni progetto che abbia raggiunto il successo e la notorietà nel proprio ambito ci sono contenuti di valore, unici, di grande qualità, in grado di rispondere alle esigenze delle persone meglio di quanto non facciano quelli della concorrenza.

Consigliabile è concentrarsi su una specifica nicchia, o comunque, argomento definito in senso verticale, anziché spaziare tra una molteplicità di temi che rischiano di disperdere i nostri sforzi tra diversi argomenti che non ci permettono di competere su portali specialistici.

Il SEO guida il copywriter oppure la figura che segue la preparazione dei contenuti nella redazione di un piano editoriale vantaggioso per i propri obiettivi di posizionamento.

Può suggerire ad esempio la creazione:

  • di articoli approfonditi per risolvere specifiche richieste di informazioni del pubblico
  • di ebook che dimostrino le competenze e le conoscenze del committente applicabili a un determinato argomento pratico
  • di video tutorial rivolti a risolvere delle esigenze concrete o a illustrare il funzionamento di un prodotto, specialmente se la concorrenza è carente in questo senso
  • nella scelta di portali (blog, siti di esperti, forum del settore) nel quale si possono pubblicare contenuti attinenti al proprio business che possono ampliare la visibilità del proprio target

Analisi dei contenuti

L’analisi dei contenuti già proposti dalla concorrenza permette di valutare il gradimento espresso dagli utenti, trarre informazioni su come proporre qualcosa di alternativo e di migliore.

Coniugando l’analisi dei competitor allo studio delle serp l’esperto può capire quali necessità informative sono rimaste irrisolte e suggerire al committente cosa produrre per raggiungere la prima posizione su Google. Dallo studio di argomenti di attualità si possono evincere spunti per generare piani editoriali attinenti al quotidiano, in grado di calamitare l’attenzione dei visitatori su temi percepiti come vicini e rilevanti, in modo da aumentare la popolarità del portale.

Tutti questi contenuti sono utili per stimolare l’engagement del pubblico, la partecipazione dei lettori, che offre ulteriori segnali importanti per Google per capire:

  • l’autorevolezza di un portale in un dato contesto
  • la popolarità di un contenuto all’interno di una determina nicchia
  • la capacità di un materiale informativo di rispondere a una certa esigenza (di intrattenimento, informativa ecc.)

Ovviamente, anche l’occhio vuole la sua parte! Introdurre immagini e video accattivanti all’interno degli articoli per rendere la lettura più invitante è un buon modo per fare leva sull’interesse emozionale dei visitatori, per evocare sensazioni legate all’argomento trattato utili per finalizzare il riscontro alle call to action presentate.

Con il boom degli ultimi anni di utilizzo dei dispositivi mobili abbiamo una grande importanza da attribuire alla navigazione da mobile: con l’introduzione dell’indicizzazione “mobile-first” garantire una struttura responsive per la visualizzazione da tablet e smartphone è di fatto una necessità inderogabile per raggiungere la soddisfazione degli utenti (e di Google!).

L’importanza dei link

Grande importanza rivestono i link, i collegamenti che altri siti indirizzano al nostro e che trasmettono a Google segnali sulla rilevanza. I link dovrebbero provenire da siti in tema e già con uno storico di traffico per trasmettere un effettivo valore ai fini del posizionamento.

Ricevere link in ingresso attraverso un piano strutturato di link earning volto ad aumentare autorevolezza del proprio portale. Esso si concretizza attraverso attività di pubbliche relazioni finalizzate a generare occasioni per offrire contenuti ospiti di altri siti (guest post, interviste ad esperti, case study…): è una attività molto importante per generare riprove attendibili dell’importanza che un portale ricopre nell’ambito di una specifica nicchia.

Come abbiamo visto, la SEO è una porzione piuttosto consistente delle attività che permettono di raggiungere la prima posizione su Google: si tratta di un processo che richiede tempo e impegno per giungere alla propria piena potenzialità, ma che permette di ottenere risultati apprezzabili e duraturi nel lungo periodo.

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